Tuesday, March 13, 2012

RITROVARSI VENT'ANNI DI QUESTIONE PARCO COME I VENT'ANNI DI QUESTIONE PIAZZA?

Mi chiedo se dopo vent'anni di piazza con le pantegane che passeggiavano in centro, tra poco ci ritroveremo in una situazione simile sul parco urbano, con guerre intestine al centro-destra e strane alleanze per pure beghe personali?

Con i proprietari contro l'amministrazione e qualche personaggio che per pura ripicca personale butta benzina sul fuoco, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte.

La gente di questi quattro ras da strapazzo non ne può più, resta l'amaro in bocca nel vedere ripetere sempre gli stessi errori.

La mia posizione sul parco urbano resta invariata, si paghi il prezzo di mercato ai proprietari e si realizzi la prima parte dell'opera: nonostante tutto gli abitanti del centro, di via Gere, di via Martiri della Libertà, di via Roma e di via Floreffe hanno tutto il diritto di avere un po' di giardinetti, visto che di verde pubblico non ce n'è.
Piccolo o grande che sia, qualcosa va fatto.

Nel nostro programma congeleremo una parte del parco per il futuro, non è tempo di spese folli e vanno fatti tagli, ma non ne faremo mai una battaglia strumentale e moralista con pretesti che col bene comune hanno poco a che fare.

Nel centro di New York dove ogni metro quadrato di terreno varrebbe oro esiste Central Park: nella patria del libero mercato e del diritto privato esiste un concetto di bene pubblico più grande che a Prata?


Io spero che finalmente i cittadini di Prata decidano di mandare un segnale e che pensino ad un voto libero, a persone oneste che non intrallazzano per puro spirito personale, ma che guardino con una vera visione del futuro per tutti e non per la propria voglia di egemonia da imporre con forza e ricatto sugli altri.

Per questo non staremo né dalla parte di Favot, né da quella di Consorti, guardiamo oltre e lasciamo i loro tifosi a farsi il sangue cattivo in battaglie che non portano a niente, come non hanno mai portato a niente in passato. Una soluzione equa e giusta c'è sempre.

L'odio ed il rancore non portano mai nulla di buono, Prata merita francamente di meglio.

Monday, February 27, 2012

UNITI CONTRO LA CRISI



Questo è un appello che voglio fare da cittadino prima che la campagna elettorale degeneri su chi sarebbe il candidato più o meno bravo, più o meno onesto, più o meno della casta, più o meno preparato, più o meno esperto, più o meno nuovo e chi più ne ha, più ne metta.

I problemi che si avranno di fronte saranno i più grandi dal dopoguerra ad oggi.

La chiusura di molte aziende è cronaca di tutti i giorni e la disoccupazione che ne consegue mette in ginocchio la nostra economia.

Divisioni e beghe politiche non portano da nessuna parte, nel Consiglio Comunale sono stato critico nei confronti dell'amministrazione uscente: bisognava fermarsi e rivalutare i piani di spesa, l'ho detto insieme al gruppo consiliare tre anni fa quando molti invece erano convinti che la crisi fosse passeggera.

Abbiamo chiesto di valutare sempre di più il rapporto tra i costi e i benefici di ogni opera, a volte ascoltati, altre meno. Ma è la logica delle cose.

Voglio lanciare però un invito positivo: facciamo finalmente squadra di fronte alla crisi del settore del mobile, sarebbe un segnale forte organizzare una manifestazione di speranza tutti insieme, in cui imprenditori e dipendenti, sindacalisti e dirigenti, commercianti e studenti sfilino in piazza per dare un segnale che non ci arrendiamo.
Molti ”interessati” che in passato sono venuti a cercare consenso e sponsor quando le cose andavano bene, oggi si defilano quando non c'è più da prendere e ci sono i problemi da affrontare. La gente di Prata non deve restare sola.

Servirà a qualcosa questa manifestazione? Io sono convinto di sì. Chi si arrende ha già perso in partenza, con questo segnale potremmo ribadire che faremo il possibile perché Prata non resti un deserto di capannoni vuoti , se serve ci dobbiamo rimettere tutti in gioco e cambiare tutto per affrontare le difficoltà.

Faccio un appello quindi anche a tutti i candidati alle prossime comunali, su una cosa uniamoci, facciamone uno slogan comune: PRATA NON DEVE CHIUDERE, nel senso che va salvato il nostro tessuto produttivo, dobbiamo creare le condizioni per un nuovo e forse diverso sviluppo.

Quindi chiunque vinca dovrà essere il sindaco di tutti, non il sindaco che farà le politiche che piacciono solo ai propri tifosi, da soli non si va da nessuna parte oggi di fronte a questi problemi.

Saturday, February 11, 2012

UNO DI VOI, LA MIA STORIA, LA NOSTRA STORIA

Presentarsi e parlare di se stessi non è facile.

Già il mio cognome mi qualifica, la mia famiglia ha radici profonde a Prata, 500 anni almeno, forse 700, per usare una frase fatta potrei dire che le origini si perdono nella notte dei tempi. Per cui Prata è nel mio sangue.

Prata è anche la mia vita, grazie alla mia famiglia ed allo sviluppo economico di questa zona ho potuto studiare e valorizzarmi come persona.

Ho fatto le scuole elementari e medie in questo comune, poi le superiori nella vicina e bellissima Sacile prendendo il diploma di ragioniere-programmatore.
Come tanti ragazzi per avere qualche soldino in più ho lavorato anche nei nostri mobilifici durante l'estate.

Da bravo studente pendolare (tornando tutte le sere a casa) ho fatto l'Università ad Udine conseguendo nel 2000 la laurea in informatica.

Da giovane laureato ho lavorato come collaboratore all'università. In seguito ho lavorato tra Mogliano Veneto ed Udine come analista-programmatore informatico in una azienda di gestione e contabilizzazione di prodotti assicurativi e previdenziali di un grande gruppo del settore finanziario nazionale.

Attualmente seguo lo sviluppo di applicazioni informatiche per un'altra azienda con sede a Fiume Veneto, che appartiene ad una delle più grandi società di informatica a livello nazionale.

Oggi ho trentasette anni e mi candido a sindaco di Prata, perchè sono sicuro che lo saprei fare bene, ma soprattutto perchè voglio restituire un po' di quello che Prata mi ha dato per la mia realizzazione come uomo, mettendoci l'impegno e l'onestà che mi contraddistinguono.

Non saranno anni facili, la crisi economica attuale è un tunnel del quale non si vede ancora la fine, inutile nascondercelo, ma vorrei che Prata continuasse a dare la possibilità di crescere che ha dato a me alle generazioni future.

Per questo mi candido, perchè sono uno di voi. So che la vita è fatica, ma so anche quanto la gente di Prata, la mia gente, sappia rimboccarsi le maniche e alzare la testa nei momenti di difficoltà. Questa è la nostra vera ricchezza, più che i "schei".

Prata deve vivere e per questo deve cambiare, ma deve cambiare anche il modo di gestire il Comune perchè sia utile alla comunità.