Monday, February 27, 2012

UNITI CONTRO LA CRISI



Questo è un appello che voglio fare da cittadino prima che la campagna elettorale degeneri su chi sarebbe il candidato più o meno bravo, più o meno onesto, più o meno della casta, più o meno preparato, più o meno esperto, più o meno nuovo e chi più ne ha, più ne metta.

I problemi che si avranno di fronte saranno i più grandi dal dopoguerra ad oggi.

La chiusura di molte aziende è cronaca di tutti i giorni e la disoccupazione che ne consegue mette in ginocchio la nostra economia.

Divisioni e beghe politiche non portano da nessuna parte, nel Consiglio Comunale sono stato critico nei confronti dell'amministrazione uscente: bisognava fermarsi e rivalutare i piani di spesa, l'ho detto insieme al gruppo consiliare tre anni fa quando molti invece erano convinti che la crisi fosse passeggera.

Abbiamo chiesto di valutare sempre di più il rapporto tra i costi e i benefici di ogni opera, a volte ascoltati, altre meno. Ma è la logica delle cose.

Voglio lanciare però un invito positivo: facciamo finalmente squadra di fronte alla crisi del settore del mobile, sarebbe un segnale forte organizzare una manifestazione di speranza tutti insieme, in cui imprenditori e dipendenti, sindacalisti e dirigenti, commercianti e studenti sfilino in piazza per dare un segnale che non ci arrendiamo.
Molti ”interessati” che in passato sono venuti a cercare consenso e sponsor quando le cose andavano bene, oggi si defilano quando non c'è più da prendere e ci sono i problemi da affrontare. La gente di Prata non deve restare sola.

Servirà a qualcosa questa manifestazione? Io sono convinto di sì. Chi si arrende ha già perso in partenza, con questo segnale potremmo ribadire che faremo il possibile perché Prata non resti un deserto di capannoni vuoti , se serve ci dobbiamo rimettere tutti in gioco e cambiare tutto per affrontare le difficoltà.

Faccio un appello quindi anche a tutti i candidati alle prossime comunali, su una cosa uniamoci, facciamone uno slogan comune: PRATA NON DEVE CHIUDERE, nel senso che va salvato il nostro tessuto produttivo, dobbiamo creare le condizioni per un nuovo e forse diverso sviluppo.

Quindi chiunque vinca dovrà essere il sindaco di tutti, non il sindaco che farà le politiche che piacciono solo ai propri tifosi, da soli non si va da nessuna parte oggi di fronte a questi problemi.

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